Carlo Angela (padre di Piero, nonno di Alberto) è stato un medico ed un antifascista italiano. Come direttore sanitario della casa di cura per malattie mentali “Villa Turina Amione”, vicino a Torino, riuscì a dare rifugio a partigiani antifascisti e a numerosi ebrei, salvando loro la vita. Lo sterminio degli ebrei da parte dei nazisti e dei loro alleati fu contrastato da pochi uomini, impegnati a salvare più vite possibili. Grazie al suo ruolo Carlo Angela riuscì in quegli anni a falsificare molte cartelle cliniche, ricoverando persone perfettamente sane e togliendole alle grinfie del sistema di sterminio. Sospettato dalla polizia fascista, Angela fu convocato e interrogato a Torino e rischiò anche la fucilazione durante una rappresaglia.
Coraggioso sin dagli albori del fascismo, impegnato in politica dopo l'assassinio di Giacomo Matteotti, nel giugno del 1924, Carlo Angela accusò esplicitamente i fascisti sul settimanale Tempi Nuovi «per il nefando delitto che ha macchiato indelebilmente l'onore nazionale».
Questo eroe morì pochi anni dopo la seconda guerra mondiale e fino al 1995 non si seppe nulla di quello che aveva fatto (furono pubblicati i diari delle persone che aveva salvato). Il 29 agosto 2001 gli fu conferita da Yad Vashem l'onorificenza di Giusti tra le nazioni per aver aiutato, a rischio della propria vita, molti ebrei durante la Shoah.

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